IL BILINGUISMO

Il bilinguismo è la capacità di utilizzare due lingue in modo funzionale nella vita quotidiana. Non significa necessariamente avere lo stesso livello di competenza in entrambe: molte persone bilingui comprendono o parlano una lingua meglio dell’altra a seconda dei contesti di uso (famiglia, scuola, lavoro).

Si parla di bilinguismo simultaneo quando il bambino è esposto a due lingue fin dalla nascita o entro i primi tre anni di vita, in questo caso le due lingue si sviluppano parallelamente, come parte dello stesso processo di acquisizione linguistica. Si parla invece di bilinguismo consecutivo (o sequenziale) quando il bambino acquisisce prima una lingua madre e successivamente entra in contatto con una seconda lingua, spesso con l’ingresso alla scuola dell’infanzia o in seguito a un trasferimento in un nuovo paese.

Numerosi studi in ambito linguistico e neuropsicologico evidenziano diversi benefici, tra cui:

  • Maggiore flessibilità cognitiva: il cervello bilingue è allenato a passare da una lingua all’altra, migliorando l’ attenzione e flessibilità cognitiva

  • Migliori capacità di attenzione e controllo: i bilingui sviluppano una maggiore abilità nel selezionare le informazioni rilevanti.

  • Maggiore sensibilità metalinguistica: si comprende più facilmente come funzionano le lingue.

Potrebbe accadere che un bambino bilingue impieghi più tempo ad acquisire le lingue a cui esposto ma il bilinguismo di per sé quindi non causa problemi linguistici, ma può presentare alcune caratteristiche che a volte vengono interpretate erroneamente:

  • Vocabolario distribuito tra due lingue: il numero di parole conosciute in ciascuna lingua può sembrare inferiore se considerato separatamente.

  • Mescolanza di lingue: i bambini, soprattutto in fase inziale possono alternare parole di lingue diverse nella stessa frase, questo è un comportamento normale in alcune fasi dello sviluppo linguistico bilingue.

  • Tempi di acquisizione leggermente diversi: alcune tappe linguistiche possono comparire con piccole variazioni rispetto ai monolingui.

È importante distinguere queste caratteristiche da un vero disturbo del linguaggio, che si manifesta in entrambe le lingue del bambino.

Così come i bambini monolingue infatti i bambini bilingue possono sviluppare un disturbo di linguaggio, in caso di difficoltà, soprattutto se le difficoltà vengono riscontrate in entrambe le lingue è opportuno consultare il pediatra ed eventualmente il logopedista e il medico foniatra.

Per favorire uno sviluppo linguistico equilibrato nei bambini bilingui, si possono seguire alcune buone pratiche:

  • Esporre il bambino a entrambe le lingue in modo ricco e naturale, attraverso conversazioni, letture e giochi. Sono utili anche letture in entrambe le lingue, scegliendo le letture nella lingua in cui il genitore si sente più a suo agio.

  • Mantenere coerenza linguistica, ad esempio usando una lingua in famiglia e un’altra a scuola, oppure il principio “una persona–una lingua”.

  • Valorizzare entrambe le lingue, evitando di considerare una lingua “meno importante”.

  • Consultare un logopedista se il bambino mostra difficoltà linguistiche persistenti in entrambe le lingue.

In conclusione, il bilinguismo rappresenta una risorsa linguistica e cognitiva.

Con un ambiente stimolante e un’esposizione adeguata alle lingue, i bambini bilingui possono sviluppare competenze comunicative solide e beneficiare dei vantaggi cognitivi associati all’uso di più lingue.